Guardando a Dio – la preghiera che trova risposta

Il libro dei proverbi è stato definito una delle migliori guide che un giovane possa seguire. È evidente il valore pratico di questi insegnamenti che interessano la vita nel suo insieme: l’attualità dei proverbi è sorprendente!

“Se uno volge altrove gli orecchi per non udire la legge, la sua stessa preghiera è un abominio”. (Proverbi 28:9)

In particolar modo il verso sopra citato, insegna una cosa importantissima sulla preghiera, cioè la possibilità di dare alle nostre preghiere un terreno solido per far sì che esse non rimangano solo parole ma che trovino risposta davanti a Dio. L’ambiente che ci circonda, dunque, sebbene la nostra preghiera sia formulata in maniera corretta, è fondamentale per trovare favore agli occhi di Dio.

Vi faccio un esempio per farvi comprendere meglio; e qual è l’esempio più alto che possiamo prendere, se non da Gesù stesso? Un giorno Gesù si presentò davanti al sepolcro di un suo carissimo amico, morto da 4 giorni e chiese di rimuovere la pietra. Ma prima di elevare a Dio la preghiera e di ordinare a Lazzaro di venire fuori, Egli disse: “Signore io ti ringrazio perché tu mi esaudisci sempre“ e non si fermò qui, anzi aggiunse: “Perché faccio le cose che Ti sono gradite“.

E’ una verità presente nella parola di Dio, che noi dobbiamo fare nostra: la tua vita, il modo in cui la vivi, l’orientamento che gli dai è il terreno sulla quale la tua preghiera si sviluppa; se vuoi che essa porti frutto quel terreno deve essere fertile della parola di Dio. Non è impossibile, Dio non ci sta chiedendo di essere supereroi o perfetti ma di avere solo un cuore umiliato. 

E  cosa è che dà forza ad una preghiera? Tornando al verso che vi ho citato sopra, in altre parole Dio ci sta dicendo: se vogliamo ascoltare la risposta di Dio, se vogliamo vedere Dio all’opera nella nostra vita, se vogliamo che Egli volga verso di noi il Suo sguardo e ci benedica,  il nostro orecchio non deve volgersi altrove ma deve volgersi alla Sua parola.

C’è bisogno che il cuore torni sui sentieri della verità. Facilmente, sappiamo, che esso si allontana dai Suoi sentieri, ma Egli ha messo dei passi preziosi nella Sua parola: “Se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e torna indietro dalle sue vie malvagie, io ascolterò dal cielo, perdonerò il suo peccato e guarirò il suo paese”. (2Cronache 7:14)

La nostra preghiera deve essere davanti al Signore, come quella di chi cerca Dio al di sopra di ogni cosa, elevata da un cuore disposto ad arrendersi a Lui. E quindi, Signore, qual’ è la prima richiesta della preghiera che ti elevo?

Dio, che il mio orecchio sia aperto alla Tua parola;

Dio, che il mio cuore sia piegato al Tuo volere perché la Tua volontà è lo scopo della mia esistenza;

Dio, che io ricerchi l’obbedienza più di ogni altra cosa;

Dio, che io mi allontani da ogni cosa che Tu odi;

Questa è la mia preghiera, poi Signore ti presenterò le mie richieste che sono del tutto secondarie. 

Ecco cosa grida un cuore che teme Dio ed ecco dove si pone lo sguardo del nostro Signore. Perché egli pone il Suo sguardo su colui che è umile e che trema all’udire la Sua parola.

Ma la porta è stretta, perché è stretta la porta che ti conduce alla benedizione di Dio, cosi stretta che nè il Tuo peccato, né la Tua volontà possono attraversarla. Ed ancora stretta perché nemmeno le tue personali ambizioni possono varcarla. Invece, l’umiltà e l’obbedienza trovano sempre spazio in quella porta.

Allora abbandona questi fardelli, umiliati, obbedisci entra per quella porta e vedrai la risposta alla tua preghiera.

Quanto ci tieni alla tua precisa preghiera che stai facendo? Qual è frutto vuoi cogliere da quell’albero che in preghiera stai curando con lacrime? Qual è la preghiera che hai piantato in fondo all’anima?

Se tu ed io, mentre versiamo lacrime, chiediamo a Dio di essere più vicini a Lui, più vicini al Suo cuore. Se chiediamo al Signore di farci prendere gioia nel nostro modo di vivere e di essere fiero di ciò che raccoglie dalle nostre vite. Se chiediamo al Signore di desiderare che il sorriso della Sua approvazione sia sulle nostre scelte. Allora e solo allora la nostra preghiera non sarà più sulle nostre labbra perché Egli l’avrà già esaudita.

Non facciamo del nostro cristianesimo una lampada di Aladino dimenticando cosa significa la vera pienezza della preghiera. Dio vuole darci il suo regno, vuole darci la sua gloria, vuole aprirci le porte del cielo, vuole darci benedizioni che nemmeno possiamo immaginare; ma succederà solo se il nostro sguardo sarà intento a ricercare il Suo sguardo e la Sua giustizia, lasciando a Lui tutto il resto.

Allora “se uno volge gli orecchi per udire la legge, la sua stessa preghiera sarà una delizia“ e dunque: curatevi del vostro terreno spirituale, non dei vostri problemi, perché quelli li ha già risolti Lui.

 Dio ci benedica insieme 🙏🏻

[Mariagrazia]

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